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NFS - Condivisione file Debian Ubuntu
La condivisione delle risorse all'interno di una rete privata, qualunque sia la dimensione e il numero di PC coinvolti, è uno degli aspetti principali di ogni LAN che si rispetti, e a pensarci bene, è una delle prime cose che si configurano quando si installa un sistema operativo, server o client che sia :)
Condividere file e cartelle all'interno di una rete popolata unicamente da sistemi operativi Unix & derivati (GNU/Linux, BSD, SUN) è estremamente semplice sia lato server che lato client e la soluzione migliore si chiama: NFS - Network File System.
P.S. In realtà, pare sia possibile utilizzare il protocollo NFS anche su window$ (mai provato), ma evitiamo, dato che per tale scopo lo strumento più adatto è un altro e si chiama Samba.
Tornando a noi, in questo "breve tutorial" vedremo quindi, in modo molto semplice ed intuitivo, come condividere file e cartelle su Debian e Ubuntu utilizzando il protocollo NFS.
Essendo sempre più sicuro e preferibile utilizzare gli indirizzi IP anzichè hostnames e/o domain names, partiremo dal presupposto che la macchina su cui risiedono i file e le cartelle da condividere abbia IP fisso, e per prima cosa installeremo e configureremo il necessario per rendere possibile la condivisione lato server.
Una volta sistemato il server, ci occuperemo poi dei client, installando tutto ciò che serve per visualizzare e interagire con le risorse condivise.
Ubuntu Case Studies: storie di successo in azienda e nelle scuole
Oggi pomeriggio, ero alla ricerca di qualche gadget "pinguinesco", e tra una pausa e l'altra :) ho fatto un salto sul sito ufficiale di Ubuntu per dare un occhiata a quello che proponeva lo Store della Canonical. Niente di speciale purtroppo!! Uhmm...carina però la nuova borsa...
Anyway...tornando sulla home page con il conto corrente intatto e senza una meta precisa, l'occhio non poteva cadere altrove se non sul "bannerone" -->> Ubuntu in action - Read the case studies :)
Se ricordo bene, la sezione del sito dedicata alle testimonianze dirette dell'utilizzo di Ubuntu in azienda e nelle scuole ha più o meno un annetto...ma di recente credo sia stata ampliata, tanto da meritarsi un bel banner in home page!!
A giudicare dall'immagine...il motivo risiede quasi sicuramente nel fatto che una delle tante univeristà pubbliche americane, la Oakland University, ha accolto all'interno della propria rete, definita "an amalgam of Linux and Windows infrastructure and analogous open-source and commercial software", anche la nostra cara Ubuntu...
La tentazione del lato oscuro (Google AdSense) [Ping@Home]
E' inutile, non si può proprio resistere alla tentazione di vedere ripagati i propri sforzi e il proprio impegno :) E' la natura dell'essere umano e non lo si può negare!!
Ci avevo pensato già diverse volte negli ultimi mesi, e per pura curiosità "ho ceduto al lato oscuro della forza" e ho inserito gli annunci di Google AdSense in tutte le sezioni del sito :)
Come detto in precedenza, il motivo principale per cui ho preso questa decisione è pura e semplice curiosità. Niente ipocrisia...unicamente: curiosità di sapere quanto, un sito delle dimensioni irrisorie come questo, possa fruttare a bigG e alla macchina macina soldi più comunemente chiamata Web2.0 :)
Linux Man Pages On-Line
Gli ultimi mesi di questo 2007 sono stati davvero caotici, il tempo per scrivere poco, e trascurando leggermente il "blog", quelle poche ore libere al giorno disponibili, le ho dedicate di tanto in tanto alla realizzazione di uno "scriptino" in php il cui unico compito è quello di visualizzare le man pages linux in formato html, rendendone così più agevole la consultazione e la comprensione.
L'ispirazione è venuta utilizzando in locale man2html (ottimo), e un pò per svago, un pò per tenermi in allenamento, da un paio di settimane sono riuscito a concludere e a pubblicare, una prima versione "grezza" ma "funzionante" dello script :)
Per chi volesse dare un occhiata: Linux Man Pages
Gestione Moduli e Virtual Hosts di Apache2 su Debian e Ubuntu
Tra le distribuzioni Linux più comuni, la struttura data ad Apache2 da Debian e derivate, è probabilmente la più "contaminata" e quella che maggiormente si discosta da una classica installazione tramite sorgenti.
Personalmente, anche se la cosa fa storcere il naso a molti "puristi", considero l'organizzazione di Apache2 su Debian e Ubuntu, molto intuitiva, ben strutturata, e soprattuto, di "facile" gestione sia per chi ha poca dimestichezza con la "materia", sia per chi provenie da altre distribuzioni o da versioni precedenti di Apache :)
L'amministrazione e la gestione dei Moduli e dei Virtual Hosts, in particolare, riflettono pienamente quanto appena detto, e sfido chiunque a giudicare negativamente un'installazione di Apache2 via apt.
Vediamo quindi, analizzando prima di tutto la struttura delle directory interessate, come gestire comodamente Moduli e Virtual Hosts di Apache2 su Debian e Ubuntu, utilizzando gli strumenti a nostra disposizione e gentilmente forniti dagli sviluppatori Debian di Apache.
Visualizzare struttura ad albero di una directory
Per svariati motivi, a volte si ha la necessità di rappresentare "graficamente" la struttura ad albero di una directory e di tutto ciò che tale directory contiene.
Ad esempio, visualizzare ricorsivamente il contenuto di una directory, può essere utile se si deve presentare la struttura di un proprio progetto, oppure molto più semplicemente può darci una mano per non perdere l'orientamento su una macchina priva di interfaccia grafica e che magari non conosciamo come le nostre tasche :)
Per ottenere tale risultato, lo strumento più comodo ed intuitivo che io conosca, è senza dubbio TREE, rilasciato sotto licenza GPL e impacchettato "da sempre" sia per Debian che per Ubuntu :)
Cron + Rhythmbox + Scriptino = Sveglia
Alzarsi presto al mattino è sempre un "problema" a qualisiasi età. Svegliarsi poi con il rumore fastidioso e incessante della sveglia (il classico bip biip biiip ad intesità crescente) è davvero angosciante e non rende di certo il risveglio piacevole :)
Una comoda soluzione a questa avversione nei confronti dell'alzata mattutina è quella di utilizzare la propria "linux box" come sveglia, e aprire ogni giorno gli occhi sotto le note della propria canzone preferita del momento...
Supponendo di avere una qualsiasi distribuzione Linux installata (ovviamente sempre up & running), Gnome come DE, e un "dispositivo" audio colleggato al PC, preferibilmente uno stereo con un timer per l'accensione e un livello di volume potenzialmente bello alto (sempre meglio non rischiare) :) vediamo come procedere...
Soluzione piccolo problema con mp32ogg
Dopo essermi finalmente deciso ad utilizzare mp32ogg per convertire tutti i miei .mp3 in .ogg ho quasi subito riscontrato un problemino davvero banale e di facile risoluzione...anche per chi, come me, di perl ne conosce solo l'esistenza :)
In sintesi, a causa di questo "pezzo" di codice:
sub findfunc() {
$file = $_;
($name,$dir,$ext) = fileparse($file,'\.mp\d');
if((/\.mp\d/,$ext) && -f $file) {
&checkfile($file);
}
}
vengono intercettati solo ed esclusivamente i files con estensione .mp3 e di conseguenza ignorati eventuali .mP3 / .Mp3 / .MP3
Quello che manca, e che andremo a fixare, è quindi una regular expression all'interno della routine fileparse() che traformi mp32ogg in uno script completamente case-insensitive.
Vediamo come...
Velocizzare la ricompilazione con ccache
Per diversi motivi, ci si ritrova spesso a dover ripulire e ricompilare più volte gli stessi sorgenti. Operazione alquanto noiosa, che diventa decisamente frustrante nel caso in cui si abbia a che fare con un sorgente complesso e di dimensioni considerevoli.
Niente paura, per chi ancora non lo sapesse, la soluzione si chiama ccache e consente di alleviare le nostre sofferenze velocizzando non di poco la ricompilazione.
Il funzionamento e la logica che sta dietro a ccache, sono riassunti nel nome stesso del programma, ccache > compiler cache, derivato direttamente dal suo antenato compilercache.
Sintetizzando al massimo, si tratta quindi di una cache per il nostro compilatore tuttofare di fiducia GCC, e non fa altro che memorizzare l'output della compilazione rendendolo disponibile per ogni successiva ricompilazione, e garantendo inevitabilmente tempi di ricompilazione minori e meno strazianti, nonchè un miglioramento tangibile della produttività della nostra macchina.
Trasformare Gedit in un editor avanzato
Da GNOME user convinto, ma allo stesso tempo razionale ed obiettivo, una delle applicazioni che ho sempre "invidiato" a KDE è senza alcun dubbio Kate, l'editor di testo avanzato nativo di KDE derivato da Kwrite, e cosa molto importante, incluso direttamente in kdebase.
Chi ha scelto KDE come proprio Desktop Environment di fiducia quindi, si troverà sempre e comunque tra le mani un editor di testo completo sotto tutti i punti di vista e potenzialmente ampliabile tramite diversi plugins inclusi in kdeaddons.
E noi "poveri" Gnome users invece...??
Semplice, se non vogliamo "sporcare" il nostro GNOME installando tonnellate di kdelibs, dobbiamo accontentarci di Gedit e rimediare alla "pochezza" dell'editor di testo predefinito di GNOME installando tutta una serie di plugins che trasformeranno gedit in un editor di testo avanzato e "quasi" paragonabile a Kate.
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